La graziosa cittadina pugliese di Vico del Gargano è splendidamente inserita in uno scenario naturalistico di rara bellezza; si trova infatti dolcemente adagiata sopra un’ altura dalla quale si può godere di un’incomparabile vista che spazia dal mare alla macchia mediterranea. Il suo attuale nome Vico trae origine dal termine latino “vicus”che vuol dire appunto villaggio; ad oggi la località viene identificata con la denominazione di paese degli agrumi, per l’ampia disponibilità di questa risorsa.
Da sempre il paese è rinomato per essere il nucleo fondamentale dell’importane Parco Nazionale del Gargano in quanto, all’interno del suo territorio, si trova inclusa una vastissima porzione di Foresta Umbra, meravigliosa riserva protetta meta di coloro che vogliono godersi un affascinante percorso naturalistico completamente circondati dal maestoso intrico di faggi e querce secolari.
Ma anche dal punto di vista culturale Vico del Gargano è molto ricco. Conserva infatti delle mirabili testimonianze architettoniche come ad esempio la pregevole Cinta Muraria, incorporata in vari punti addirittura nelle case odierne oppure l’imponente Castello a pianta quadrilatera che racchiude svariati stili che coprono l’intero lasso di tempo che va dall’epoca normanna a quella aragonese.
Ma anche dal punto di vista culturale Vico del Gargano è molto ricco. Conserva infatti delle mirabili testimonianze architettoniche come ad esempio la pregevole Cinta Muraria, incorporata in vari punti addirittura nelle case odierne oppure l’imponente Castello a pianta quadrilatera che racchiude svariati stili che coprono l’intero lasso di tempo che va dall’epoca normanna a quella aragonese.
La vera particolarità del centro storico è simboleggiata però dal caratteristico Vicolo del Bacio, suggestiva strettoia larga appena 50 centimetri dove le coppiette sono solite ritrovarsi, specialmente durante la festa patronale di San Valentino. Assolutamente da non perdere è il Leccio Monumentale del Convento dei Cappuccini, cerro tipico della zona piantato da Fra Nicola da Vico 400 anni fa.
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