L’intero comprensorio presenta delle interessanti testimonianze dal punto di vista archeologico, grazie agli svariati ritrovamenti di reperti appartenenti a differenti epoche; ma anche nell’ambito naturalistico si possono ammirare delle bellezze veramente degne di nota, come ad esempio la lussureggiante vegetazione composta per la maggior parte dalla caratteristica macchia mediterranea.
Le origini di Torre Mileto sono molto antiche e le teorie maggiormente accreditate ne fanno risalire la costruzione al periodo aragonese; si dice che l’appellativo con il quale veniva chiamata la torre fosse Maletta, in onore di un illustre esponente dell’antico regno delle due Sicilie, Manfredi Maletta; in un secondo tempo venne trasformato in Miletti per poi giungere all’odierno Mileto.
Dotata di una pianta di forma quadrangolare e di una ripida scalinata che si trova sul versante Sud del complesso, la torre esercita un fascino particolare sui turisti che si trovano di fronte a questo luogo estremamente suggestivo, incastonato in perfetta armonia fra la rigogliosa natura del selvaggio Promontorio del Gargano e le acque cristalline del mare Adriatico.
L’edificio religioso è costituito da un insieme di differenti opere architettoniche che sono state realizzate nel corso dei secoli ed appartiene ai siti archeologici facenti parte dell’ Italia Langobardorum - Centri di potere e di culto, recentemente candidatasi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell‘ Umanità, coordinata dall’autorevole organizzazione dell’Unesco.
Nella sezione inferiore troviamo invece il fulcro dell’intero santuario, la Sacra Grotta, dove i devoti si possono raccogliere in preghiera dinnanzi alla magnifica statua dell’Arcangelo interamente realizzata con un candido marmo di Carrara. Inoltre è possibile accedere anche alle cripte, splendido esempio di arte longobarda che anticamente fungevano da accesso alla grotta stessa.
Il Santuario si contraddistingue per la sua mole imponente e conserva uno stile spiccatamente mediterraneo, per nulla sfarzoso.
La tradizione vuole che il Santuario di
La presenza degli abitanti si concentra invece sull’isola di San Nicola che conserva importanti testimonianze artistiche come ad esempio il Santuario di Santa Maria a Mare, impreziosito dalla splendida pavimentazione a mosaico decorata da deliziose forme geometriche policrome. Tutto il contrario invece si può affermare di Capraia, detta anche Caprara o Capperaia, che risulta essere totalmente deserta nonostante per estensione sia la seconda delle isole Tremiti.
Un elemento distintivo di questo territorio è costituito dai superlativi agrumi che maturano al caldo sole pugliese; le punte di diamante di questo settore enormemente redditizio sono le Arance bionde del Gargano e i Limoni Femminelli che, in virtù delle loro elevate proprietà qualitative, hanno ricevuto il celebre marchio D.O.P (Denominazione di Origine Protetta). Una considerevole porzione dell’intera produzione degli agrumi viene prontamente esportata, addirittura negli Stati Uniti.

Ma parlando di
Grazie alla sua atmosfera vivace
Tipico di Manfredonia è il famoso Carnevale dauno, manifestazione estremamente popolare durante la quale si possono assaggiare delle vere e proprie specialità gastronomiche come ad esempio la farrata (farréte) con farro e ricotta o gli scagliozzi (scagghjuzze) piccoli triangoli di polenta fritta. La maschera caratteristica dell’evento è lo Ze Pèppe, festoso contadino giunto nel centro abitato per fare baldoria insieme alla comunità e che finisce però con il morire.
Nel suo territorio inoltre è stata creata la Riserva Statale di


Il centro storico della cittadina conserva testimonianze artistiche di notevole valore come ad esempio la pregevole Chiesa di San Cirillo, edificio religioso in stile romanico-pugliese dedicato al patrono di Carpino oppure la meravigliosa Chiesa di S. Anna che conserva un apprezzabile altare di fattura barocca dove, fino ad una quarantina di anni fa, era collocato uno splendido quadro settecentesco che ritraeva la Madonna col bambino insieme a Sant' Anna.



