giovedì 8 gennaio 2009

I Trabucchi

Percorrendo la splendida costa garganica si possono scorgere delle particolari strutture, i trabucchi, che sono sparpagliate qua e là fra il meraviglioso scenario naturale del promontorio. Estremamente diffusi in tutto il tratto del litorale, sono delle costruzioni impiegate per pescare e sembra siano state introdotte in territorio pugliese in tempi remoti, addirittura dalla popolazione fenicia.

Convenzionalmente il materiale con il quale un trabucco viene realizzato è il legno, in particolare quello che si ricava dal caratteristico pino d’Aleppo, estremamente diffuso in tutto il territorio garganico e nella zona adriatica. La straordinaria predisposizione di questo particolare tipo di legno alla robustezza ed alla duttilità lo rende il materiale d’elezione per la costruzione dei trabucchi..
Dal punto di vista strutturale il trabucco è costituito da una specie di pedana posta direttamente sull’acqua dalla quale partono le cosiddette antenne, lunghe aste che reggono il trabocchetto, una grande rete dotata di intrecci di fili molto fitti. Coloro che svolgono tutte le mansioni vengono chiamati trabuccolanti ed, usualmente, sono quattro persone e non di più.

Il tratto di costa maggiormente dotato di trabucchi è quello compreso tra le cittadine garganiche di Peschici e Vieste; il più famoso ed antico di tutti è senz’altro il Trabucco di San Francesco, che risale addirittura al secolo scorso. In virtù della loro tipicità il Parco Nazionale del Gargano ha deciso di patrocinare i trabucchi, preservandoli in ogni loro aspetto distintivo.

Torri Saracene

Il meraviglioso scenario che si può apprezzare spostandosi lungo il litorale garganico è reso ancora più particolare ed affascinante dalle presenza di innumerevoli torri saracene. La cosa che colpisce all’istante è la totale armonia con la quale sono perfettamente integrate nel contesto paesaggistico.
In principio il loro compito prioritario era quello di scorgere gli eventuali pericoli che potevano sopraggiungere dal mare; tutto ciò era reso possibile grazie alla loro collocazione strategica sulla sommità del promontorio, dalla quale si gode peraltro di una vista spettacolare in grado di ammaliare qualsiasi visitatore che voglia approfittare dell’opportunità di recarvisi.
Le torri saracene che meglio hanno preservato la loro struttura sono senz’altro la Torre Mileto, costruita con la classica forma quadrangolare e la Torre Rivoli che si staglia specchiandosi nelle acque cristalline del mare Adriatico con tutta la sua maestosità rimasta immutata nel corso dei secoli. Al contrario quella di Sfinale si è fortemente deteriorata a causa delle intemperie delle stagioni così come la Torre Calarossa che oramai è completamente diroccata.
Stupisce ancora oggi la possenza e l’abilità con la quale venivano erette queste strutture in quanto non si tratta di una collocazione casuale e priva di fondamento logico. Al contrario si può parlare di una vera e propria tattica ingegnosa secondo la quale da ogni torre si era perfettamente in grado di scorgerne altre due; in questa maniera si veniva messi in condizione di comunicare in modo estremamente rapido la probabile imminente minaccia che si stava per subire

mercoledì 10 dicembre 2008

Torre Mileto

Torre Mileto è una splendida località facente parte del comune di San Nicola Garganico che deve la sua fama alla magnifica cornice paesaggistica nella quale si trova collocata. Il suo nome deriva dalla presenza di una possente torre che, nell’antichità, svolgeva una funzione di controllo.
L’intero comprensorio presenta delle interessanti testimonianze dal punto di vista archeologico, grazie agli svariati ritrovamenti di reperti appartenenti a differenti epoche; ma anche nell’ambito naturalistico si possono ammirare delle bellezze veramente degne di nota, come ad esempio la lussureggiante vegetazione composta per la maggior parte dalla caratteristica macchia mediterranea.
Le origini di Torre Mileto sono molto antiche e le teorie maggiormente accreditate ne fanno risalire la costruzione al periodo aragonese; si dice che l’appellativo con il quale veniva chiamata la torre fosse Maletta, in onore di un illustre esponente dell’antico regno delle due Sicilie, Manfredi Maletta; in un secondo tempo venne trasformato in Miletti per poi giungere all’odierno Mileto. Dotata di una pianta di forma quadrangolare e di una ripida scalinata che si trova sul versante Sud del complesso, la torre esercita un fascino particolare sui turisti che si trovano di fronte a questo luogo estremamente suggestivo, incastonato in perfetta armonia fra la rigogliosa natura del selvaggio Promontorio del Gargano e le acque cristalline del mare Adriatico.

Santuario San Michele Arcangelo

Collocato in splendida posizione sulla vetta del Monte Gargano, esattamente presso la graziosa cittadina di Monte Sant’Angelo, si può ammirare lo splendido Santuario di San Michele Arcangelo. La tradizione narra che in questo luogo ci furono ben quattro apparizioni a cui si possono far ricondurre svariati miracoli che sono alla base della devozione dell’Arcangelo Michele.
L’edificio religioso è costituito da un insieme di differenti opere architettoniche che sono state realizzate nel corso dei secoli ed appartiene ai siti archeologici facenti parte dell’ Italia Langobardorum - Centri di potere e di culto, recentemente candidatasi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell‘ Umanità, coordinata dall’autorevole organizzazione dell’Unesco.
Il complesso, dal punto di vista strutturale, consta di due parti: una superiore e l’altra inferiore. Nella prima si possono ammirare l’imponente portale risalente all’epoca romanica ed il pregevole campanile, denominato anche torre angioina prendendo spunto dalla dinastia di colui che la fece erigere in segno di riconoscenza verso San Michele per l’avvenuta assoggettazione del Sud Italia.
Nella sezione inferiore troviamo invece il fulcro dell’intero santuario, la Sacra Grotta, dove i devoti si possono raccogliere in preghiera dinnanzi alla magnifica statua dell’Arcangelo interamente realizzata con un candido marmo di Carrara. Inoltre è possibile accedere anche alle cripte, splendido esempio di arte longobarda che anticamente fungevano da accesso alla grotta stessa.

venerdì 5 dicembre 2008

Santa Maria di Merino

Situato nelle vicinanze di Vieste, precisamente sulla strada che porta verso la spettacolare Foresta Umbra, si trova il Santuario di Santa Maria di Merino. Questa chiesa è stata eretta esattamente nel luogo dove la leggenda vuole sia stata ritrovata una preziosa statua lignea raffigurante la Madonna, per l’appunto presso l’antica città di Merino, e rappresenta la profonda devozione e l’incrollabile religiosità che la popolazione di Vieste nutre nei confronti della Vergine.
Analizzando il santuario da un punto di vista puramente architettonico possiamo notare che vi è la presenza di una porzione di edificio, quella centrale per la precisione, che è la più antica mentre gli altri settori sono tutti stati rimaneggiati nel corso dei secoli.

Il Santuario si contraddistingue per la sua mole imponente e conserva uno stile spiccatamente mediterraneo, per nulla sfarzoso.
Molti studiosi si sono occupati dell’indagine approfondita della statua lignea della Vergine ed, in tempi recenti, è stato appurato che si tratta di un notevole manufatto ricavato dal legno di tiglio ed appartenente ad un gruppo nel quale era riprodotta l'Annunciazione. Attualmente la statua è conservata a Vieste, nella Cattedrale dell'Assunta; ogni 9 di Maggio viene ricondotta al Santuario dai fedeli che la sorreggono sulle spalle in una processione estremamente sentita.
La tradizione vuole che il Santuario di Santa Maria di Merino sia indissolubilmente legato a due vicende storiche che riguardano rispettivamente San Marino, che qui venne assassinato dai Saraceni ed il papa Celestino V che elesse la chiesa a suo nascondiglio fino a quando non fu identificato ed accompagnato ad Anagni dove venne recluso per volere di Bonifacio VIII.

martedì 2 dicembre 2008

Le Isole Tremiti

Le Isole Tremiti rappresentano da sempre un luogo di elezione per chi vuole godere appieno della bellezza selvaggia della natura e di un mare limpidissimo, fregiatosi per svariate volte della celeberrima Bandiera Blu. L’arcipelago delle Tremiti, rinomate anche con il nome di Isole Diomedee, è formato da diverse isole: la più estesa e la più frequentata dai turisti è senz’altro San Domino, che vanta la presenza del solo tratto di costa sabbioso dell’intero comprensorio.
La presenza degli abitanti si concentra invece sull’isola di San Nicola che conserva importanti testimonianze artistiche come ad esempio il Santuario di Santa Maria a Mare, impreziosito dalla splendida pavimentazione a mosaico decorata da deliziose forme geometriche policrome. Tutto il contrario invece si può affermare di Capraia, detta anche Caprara o Capperaia, che risulta essere totalmente deserta nonostante per estensione sia la seconda delle isole Tremiti.
Dotata di una bellezza selvaggia e struggente è un’altra perla tremitese Pianosa che, come suggerisce il nome, è completamente pianeggiante e si trova in posizione più defilata rispetto alle altre isole ma che saprà stregarvi già dal primo sguardo. Ed infine troviamo la minuscola Cretaccio, che deve il suo nome proprio all’elemento che la compone integralmente: la creta appunto.
Il territorio delle Isole Tremiti rientra nel Parco Nazionale del Gargano ed una parte di esso è stato adibito a Riserva naturale marina allo scopo di proteggere l’immenso patrimonio naturalistico e paesaggistico che caratterizza questo meraviglioso arcipelago pugliese. Una particolarità che contraddistingue le Tremiti è il fatto che i suoi abitanti parlino il dialetto ischitano, anziché quello foggiano; tutto ciò si deve a Ferdinando II che vi stanziò delle famiglie di pescatori ischitani.

Le grotte marine di Vieste

Sono infiniti i motivi per i quali visitare Vieste ed il promontorio del Gargano ma sicuramente uno fra i più importanti è la ricchezza di cavità e di anfratti che rendono il paesaggio maggiormente attraente ed affascinante.. Da tempi immemori le grotte sono sinonimo di segretezza ed oscurità e questo fattore è in grado di evocare molteplici suggestioni persino nel turista più distratto.

Fortemente consigliata è la partecipazione ad una delle molteplici escursioni guidate che si effettuano accedendo alla grotte direttamente dal mare, a bordo di motobarche ed accompagnati da personale preparato in grado di fornirvi tutte le spiegazioni e le curiosità in merito alle misteriose cavità marine; dunque un’occasione da non lasciarsi sfuggire nel modo più assoluto.
Una delle grotte maggiormente visitate è senz’altro la Grotta dei Contrabbandieri che deve il suo rinvenimento a due pescatori, tali Francesco Sante e Michele Trimigno; ad essa si può accedere mediante due ingressi, uno posto a nord e l’altro a sud. La zona dove la maggior parte delle grotte si concentra è situata in prossimità della Baia di Campi, dove si può addirittura visitarne tre.
La prima è la Grotta Viola, dove si possono ammirare le famigerate pareti dall’ intensa tonalità viola, alle quali si ispira il nome; in secondo luogo troviamo la Grotta Sfondata, che deve il suo nome alla completa assenza della copertura superiore ed infine segnaliamo la Grotta Due Occhi, dove ci si trova sovrastati da due fori molto estesi che rimandano appunto all’idea degli occhi.